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	<title>...Artisti, costi quel che costi...</title>
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		<title>I Sogni si avverano&#8230; Non sempre però&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 10:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossdiams27</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi ultimi tempi mi sono trovata più di una volta a pensare a come sarebbe stato tornare lassù. In quel Paesino sperduto nel nulla al confine della Germania. Rivedere quei luoghi, respirare di nuovo quell’aria. A dirla tutta non era la prima volta che tornavo li. Sono sei anni di fila che in questo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=73&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi tempi mi sono trovata più di una volta a pensare a come sarebbe stato tornare lassù. In quel Paesino sperduto nel nulla al confine della Germania. Rivedere quei luoghi, respirare di nuovo quell’aria.<br />
A dirla tutta non era la prima volta che tornavo li. Sono sei anni di fila che in questo periodo la mia destinazione, anzi la nostra destinazione, è sempre quella. Il mio grande punto interrogativo era dato non tanto dal tornare lassù, quanto più tornare lassù sapendo che il luogo coincide con il ricordo che, a sua volta, coincide con l’Emozione, ed insieme convergono in uno dei ricordi più belli della mia vita. Forse, probabilmente, per tanti punti di vista il più bel ricordo in assoluto.<br />
Quando il pullman si avvicina sempre di più ed il posto che mi circonda diventa sempre più familiare compare all’orizzonte quel grande edificio rossastro, non troppo alto, compaiono gli scivoli ed il laghetto, le bandiere che sventolano. Al primo passo all’interno di quella struttura dove oramai conosco ogni angolo vengo sommersa dai ricordi. Ogni cosa, ogni singola cosa attorno a me porta la mia mente indietro, ad un anno fa… A quando me ne uscivo da quell’edificio rosso, col cuore impazzito dall’Emozione e dalla felicità. Stringendo fra le mani quella coppa con la targhetta “Swiss Cup 2010 – Junior ISU 1st Place” come fosse il simbolo di una grande conquista. Lo era.<br />
Ora non è più il 2010. Non siamo i vincitori. Ora c’è di nuovo il titolo in gioco e noi siamo qui per giocare. Seppure le speranze, conoscendo benissimo uno dei 3 Avversari, sono approssimativamente simili allo zero per cento dobbiamo lottare. Sicuramente non sarà oro. Ma argento. O tutt’al più bronzo… Scendere dal podio ed arrivare ultimi? Non se ne parla nemmeno. La “notte degli Oscar” e la festa di carnevale con gli Svizzeri ubriachi ci ha condotto dritti dritti alla prima faticosa fazione di gara.<br />
A noi piace sognare. Noi crediamo nei Sogni. La nostra storia ci ha insegnato che credere nei sogni non è peccato, anzi, crederci è il primo passo per trasformare l’impossibile in realtà e toccarla con mano. Così, quando dopo la prima parte di gara il nostro amato megaschermo ci indica che siamo al 3° posto con meno di due punti dall’argento inizia, tra le urla di gioia e qualche lacrimuccia, il Sogno 2011.<br />
Sognare. Già. Perché i calcoli matematici, le statistiche stagionali e soprattutto il risultato di Huttwil di gennaio ci dicono che si… e’ possibile. Possiamo farcela. La notte tra il sabato e la domenica dello scorso anno siamo andati a dormire sorridendo, sapendo di essere noi quelli in cima alla classifica, cullando il Sogno più grande: Vincere la Swiss Cup. Si realizzò. Quest’anno, la stessa notte, il grande Sogno è l’argento e noi “Gente che spera” sappiamo benissimo che crederci è il primo fondamentale passo.<br />
Domenica  mattina all’alba “la fortuna ha bussato alla porta” del nostro spogliatoio. Eppure,nonostante questa signora Fortuna, la gara Novice non va come vorremmo. O meglio. Il programma, la performance si, ma il risultato no. Quest’anno niente urlo liberatorio in categoria Novice e dal 4° posto poco lontani dal podio ci troviamo bruscamente ed un po’ inaspettatamente al 7°, con un briciolo di delusione che ci tiene compagnia. Incassiamo ed andiamo avanti. E’ tempo della seconda parte di gara Junior. Il sorteggio ci colloca secondi a scendere in pista, proprio dopo le Starlight, la Squadra con cui l’anno scorso per 86 centesimi ci siamo giocati il titolo, che attualmente si trova a -1.50. La solita trafila. Le patatine fritte che accompagnano le lunghe giornate a Widnau. Il pavillon. I materassini sapientemente rubati dalle palestre al sabato mattina. Il trucco. I capelli curatissimi. La palestra.. e poi è l’ora di andare. Quest’anno mentre ci dirigiamo nello spogliatoio dei pattini le domande che mi pongo sono meno rispetto a quelle dell’anno passato. I minuti di attesa sono lunghissimi e questo mi serve a constatare che l’anno scorso non era l’emozione a farmeli sembrare così lunghi… Sentiamo dallo spogliatoio la musica delle nostre rivali e quando finisce è ora di andare. Oggi non scendiamo in pista da Squadra in cima alla classifica, non siamo tifati come l’anno scorso. Oggi siamo solo noi. Una Squadra come tante altre che lotta per uno dei tre posti sul podio. I loro score sono alti ma non irraggiungibili: 48 e qualcosa. Noi ad Huttwil a gennaio ne abbiamo presi 45 per cui, tutto è possibile…<br />
Ma ecco… Lentamente quello che accade ci impedisce di continuare a Sognare. Perché la prima condizione per far si che i Sogni si avverino è fare bene. E quello che sta accadendo in pista non è bene. E’ bene fino ad un certo punto, poi una caduta, un elemento che non entra, un&#8217;altra caduta, un blocco no hold impreciso, un triangolo non proprio triangolare… Quando loro escono la mia prima frase è “Fa niente. Meglio adesso che l’anno scorso… Pazienza” mentre un anno fa è stata “Ce la possiamo fare. Non ci resta che attendere”<br />
Andiamo sotto al megaschermo, consapevoli del fatto che stavolta sarà diverso.<br />
I minuti di attesa, con lo sguardo fisso lassù mi riportano indietro nel tempo. Riesco a vedere l’Anna che si affaccia dalla gradinata e mi chiede “Secondo te? Ce l’abbiamo fatta? Abbiamo vinto?”, ma questo è solo un flashback. Senza l’ansia così grande l’attesa è ugualmente lunga ma quando esce il nostro punteggio parziale che è un 35 e qualche centesimo non c’è bisogno di calcoli matematici veloci dove la somma dei centesimi fa la differenza. No. Affatto. Loro 48, noi 35 e dopo il corto eravamo davanti di meno di due punti. Siamo stati distrutti, sbrindellati, frantumati, non c’è storia… La classifica dei parziali sommati si elabora, la grafica appare. Questa volta non c’è gioia. Ci sono lacrime ma sono lacrime di delusione e Sogni infranti. Io, impietrita, fatico a distogliere gli occhi dal tabellone e la gente dagli spalti ci guarda, ma oggi non ci invidia nessuno. Anzi. Oggi nessuno vorrebbe essere nei nostri panni. Campioni in carica, anzi, ex campioni in carica che tristi e delusi dopo una prima parte di gara che li aveva fatti sognare alla grande se ne vanno a testa bassa. La Squadra che dopo il corto era seconda conferma il suo secondo posto e le Tedesche in testa tali rimangono. Quando loro, già praticamente certe d’aver vinto, attendono la classifica finale io mi apposto al loro fianco. Loro, a dita incrociate, si tengono le mani, con lo sguardo lassù. 1st place: Saxnoy Ice Pearls – GER. La loro gioia, i loro abbracci, le loro lacrime, le loro urla, sono state un giorno la nostra gioia, i nostri abbracci, le nostre lacrime, le nostre urla. Passo accanto a loro e dico a mezza voce “Complimenti. So cosa state provando, un po’ vi invidio”.<br />
La gara finisce, all’iniziare della premiazione non scattiamo una valanga di fotografie e quando la voce annuncia “Swiss Cup 2011, 1st palce Saxony Ice Pearls, Germany” ed il pubblico applaude beh… l’unica consolazione che mi rimane è che “una volta anche noi abbiamo vinto la Swiss Cup”.<br />
Torniamo a casa. Ci aspettavamo tutti qual cosina in più da questo Widnau. Partendo dai Basic Novice, passando per gli Advance ed arrivando alle Junior dove, comunque, fino ad un certo punto ci siamo permessi di Sognare alla grande…<br />
Ma che importa, in fondo? Questo, tutto sommato, è sport. Una volta si vince. Una volta si perde. Una volta va male ed una va bene. Una volta i Sogni si avverano. Una volta no.<br />
Oggi era la volta no…<br />
Voltiamo pagina. Andiamo avanti. La stagione è ormai alla fine… E quando una stagione finisce un’altra ne comincia…<br />
Ed io rimango sempre e comunque della mia idea: non le cambierei nemmeno per le Surprise</p>
<h3 style="text-align:right;"><span style="color:#0000ff;">&#8230;il Sogno continua,<br />
Noi non ci arrendiamo&#8230;</span></h3>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rossdiams27.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rossdiams27.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rossdiams27.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rossdiams27.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rossdiams27.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rossdiams27.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rossdiams27.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rossdiams27.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rossdiams27.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rossdiams27.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rossdiams27.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rossdiams27.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rossdiams27.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rossdiams27.wordpress.com/73/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=73&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Guardiano del Castello &#8211; Un anno dopo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 21:05:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ passato un anno. Anzi. Per essere più precisi un anno e qualche giorno. Il Guardiano, di nuovo, si ritrova a fissare il suo castello. Nel suo Castello, alcuni giorni fa, c’è stata una specie di “battaglia festosa”. C’erano un sacco di altri Eserciti, provenienti da Castelli di Paesi lontani. Erano tutti vestiti con degli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=68&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#000000;">E’ passato un anno. Anzi. Per essere più precisi un anno e qualche giorno. Il Guardiano, di nuovo, si ritrova a fissare il suo castello. Nel suo Castello, alcuni giorni fa, c’è stata una specie di “battaglia festosa”. C’erano un sacco di altri Eserciti, provenienti da Castelli di Paesi lontani. Erano tutti vestiti con degli allegri costumi, alcuni erano rossi, alcuni gialli, alcuni arancioni, alcuni azzurri… C’era della musica. E tutti quelli che partecipavano alla festa erano felici: gioivano, urlavano, ridevano, cantavano e ballavano.</span><br />
<span style="color:#000000;">Il Guardiano, mentre li osservava dall’alto, si sentiva fiero di se stesso e del suo Regno. Regno che poi, se proprio vogliamo esser pignoli, non è nemmeno “suo”. Ma è come se lo fosse. Si sentiva fiero di se stesso perché quell’enorme festa l’aveva organizzata tutta lui, sotto gli ordini impartiti dalla Regina e con l’aiuto dei fidati Assistenti di Corte. Alla festa, che aveva un non so che di “Parrocchiano”, erano presenti anche altre Signorie, provenienti da “qua” e “la”.</span><br />
<span style="color:#000000;">Quando poi, sul calar della sera, la grande battaglia è volta al termine al Guardiano è toccato il duro compito di riassettare tutto. Mentre i suoi Valorosi Guerrieri si sono recati in un luogo poco lontano dal Castello per consumare un pasto caldo tutti insieme e scambiare quattro chiacchiere sulla giornata.</span><br />
<span style="color:#000000;">Ma è proprio durante la fase di riordino che la sua mente comincia a vagare e ripensare ad avvenimenti passati.</span><br />
<span style="color:#000000;">Si ricorda di quel giorno quando, più o meno un anno fa, covava dentro di se una grande rabbia ed aveva guardato quel vialetto che dal Castello se ne va via, lontano, chissà dove, con un immensa voglia di percorrerlo ed andarsene in un mondo dove non esistono Guerrieri o Signorie, Grandi Battaglie o Eserciti da portare a combattere a destra e a manca, pensando che tutto sarebbe stato più facile.</span><br />
<span style="color:#000000;">Nella mente, sotto alla leggera pioggia che gli stava cadendo addosso, si è fatto largo poi il pensiero legato alla battaglia in terra Francese. E sulla parola “Francese” che nasce un sorriso sul suo volto. Quanto è stato difficile, quel lontano tempo? Si domanda. Troppo. Ma forse, chissà, quella rivoluzione interna motivo per molti hanno deciso di lasciare per sempre il Castello, e lasciandolo hanno scagliato pesanti parole addosso ad esso, alla sua Regina, al Guardiano, alla Corte ed anche agli altri Combattenti, è servito a capire tante cose. Cose importanti. Cose che, forse, se nulla fosse accaduto ancora oggi non saprebbe esattamente.</span><br />
<span style="color:#000000;">Così, scendendo nelle segrete del castello trascinando con se un sacco nero della spazzatura, si ferma per un attimo di fronte al muro al quale sono affisse le fotografie dei vari Eserciti.</span><br />
<span style="color:#000000;">Quante soddisfazioni gli danno quei Piccoli Guerrieri?</span><br />
<span style="color:#000000;">Vogliamo parlare di quel giorno quando a sorpresa, con le unghie e con i denti, hanno conquistato “W.”, la terra straniera che mai nessun’esercito tricolore in oltre vent’anni di battaglia era riuscito a conquistare? O di quell’altro giorno, quando sono stati invitati a sorpresa a partecipare alla “Battaglia per eccellenza”, quella concessa solo ai Grandi Eserciti del Mondo? Oppure ancora, senza pensare alle battaglie, del rapporto unico e speciale che instaura anno dopo anno con chi rimane al suo fianco, a difendere il Castello, a portare in alto il nome del Regno di questo piccolo Borgo. Già. Non c’è cosa più bella per lui che poter stare accanto giorno dopo giorno ai suoi Guerrieri, osservarli mentre si addestrano ai combattimenti. Giocare, scherzare con loro mentre gli porta la cesta degli abbeveraggi. Potergli curare le ferite o semplicemente riuscire a farli sorridere quando sono affranti.</span><br />
<span style="color:#000000;">A volte il Guardiano si arrabbia con i Guerrieri. Li sgrida. Li guarda con aria cattiva. Ma dietro all’aria cattiva che lui mostra a loro in certi momenti c’è solo un grande Amore ed è certo che, pur senza dirglielo apertamente, loro sanno che lui li Ama anche quando si arrabbia, anche mentre li sgrida e che, talvolta, sgridarli non è facile, ne tanto meno divertente per lui…</span><br />
<span style="color:#000000;">La festa ormai è finita. E’ tutto sistemato. Afferra il suo mazzo di chiavi legate al cordone nero che porta sempre con se appeso al collo. Chiude il portone. Le luci si spengono. Attorno al Castello non è rimasto più nessuno, c’è solo buio e silenzio.</span><br />
<span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#000000;">“Nessuno potrà mai capire quanto Vi Amo”</span></span><br />
<span style="color:#000000;">Mormora tra se e se, imboccando l’uscita…</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rossdiams27.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rossdiams27.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rossdiams27.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rossdiams27.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rossdiams27.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rossdiams27.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rossdiams27.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rossdiams27.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rossdiams27.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rossdiams27.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rossdiams27.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rossdiams27.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rossdiams27.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rossdiams27.wordpress.com/68/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=68&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>41.400 secondi intrappolati nel ghiaccio&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 13:26:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dicono sempre che “l’importante è partecipare”, ma per gli sportivi “veri” questo motto non è valido. Chiunque suda la sua vita su un campo, sia esso una pista di ghiaccio, o un qualsiasi altro tipo di superficie, non crede che l’importante sia solo partecipare. Perché, anche quando hai poche speranze, anche quando la Squadra che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=63&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#333399;">Dicono sempre che “l’importante è partecipare”, ma per gli sportivi “veri” questo motto non è valido. Chiunque suda la sua vita su un campo, sia esso una pista di ghiaccio, o un qualsiasi altro tipo di superficie, non crede che l’importante sia solo partecipare. Perché, anche quando hai poche speranze, anche quando la Squadra che ti trovi di fronte è sulla carta molto più forte di te, tu, da bravo sportivo, ti convinci che niente è impossibile, che la fortuna possa girare, che tu possa fare bene e gli altri possano commettere quegli errori necessari a realizzare ciò che tu credevi irrealizzabile… E ci credi. Sempre. Ci continui a credere nonostante tutto, continuando ad inseguire con tutto te stesso il tuo obiettivo.</span><br />
<span style="color:#333399;">Ma c’è un giorno, nella vita, in cui ci svegliamo alla mattina, convinti del fatto che l’importante, oggi, non sia solo partecipare, ma sia ottenere qualcosa di più… E poi, d’improvviso, tutto cambia. Ci rendiamo conto davvero, contro ogni previsione, che la cosa più importante, la più importante su tutte sia riuscire a scendere in pista, sia esserci, sia partecipare.</span><br />
<span style="color:#333399;">Ma realizziamo ciò solamente quando, dopo ore, ci troviamo ancora sul pullman e non abbiamo ancora raggiunto la pista di gara dove, dopo pochi minuti, saremmo dovuti scendere in pista per gli allenamenti ufficiali del programma lungo.</span><br />
<span style="color:#333399;">Quando siamo la, sul nostro pullman e siamo fermi, immobili, il ticchettio dell’orologio che scandisce il passare del tempo ha un’importanza fondamentale. Capiamo che, ormai, gli allenamenti ufficiali non li riusciremo a fare ma, comunque, abbiamo ancora nove ore prima dell’inizio della nostra gara.</span><br />
<span style="color:#333399;">Passiamo il tempo nei più svariati modi: creando una gara di karaoke con il microfono del pullman, ballando i balli si gruppo nello stretto corridoio, giocando a “nomi-cose- città”. Ci muoviamo di qualche chilometro e tutto sembra sistemato…</span><br />
<span style="color:#333399;">Ma poco dopo, di nuovo ci troviamo fermi. Nel nulla. Siamo fermi nel nulla osservando la colonna immobile davanti a noi e dicendoci “Dai… è solo l’una e mezza, ce la faremo, cavolo se ce la faremo”.</span><br />
<span style="color:#333399;">Ma il ticchettio dell’orologio non è fermo come noi… No… Lui va avanti, minuto dopo minuto…</span><br />
<span style="color:#333399;">L’una e mezza… Le due… Le due e mezza… Le tre… Le tre e mezza… Le quattro… Le quattro e mezza… Le cinque… Le cinque e mezza… Il sole ha fatto tutto il giro. E’ sorto, ha girato ed ora è tramontato. Attorno a noi ogni minuto che passa si fa sempre più buio… Ci arrangiamo come possiamo, dividendoci due panini, il pacchetto di cracker e mandarini che possediamo. Facciamo la pipì in autostrada, al gelo del diciassette dicembre, con la neve che ci cade addosso, riparati solo da una coperta che, fortunatamente, una di noi aveva con se… Fame… Stanchezza… Anche paura. Paura di non riuscire a raggiungere l’Arena in tempo. Non sapere cosa è successo, né quanto tempo ci vorrà. Siamo fermi li, immobili, dall’una. Sono ormai le sei. Le nostre speranze si affievoliscono ogni minuto che passa. E’ in quel momento che ci rendiamo conto che l’importante è esserci. Non c’è storia.</span><br />
<span style="color:#333399;">Le nostre poche speranze svaniscono del tutto quando sopraggiunge la protezione civile. Volontari della croce rossa e dei vigili del fuoco che ci portano del te caldo. Il camionista accanto a noi, vedendo le ragazzine, ci regala una bottiglia di coca cola. Non beviamo, non mangiamo,non scendiamo dal pullman da ormai oltre dieci ore. E siamo sempre fermi. Abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare per passare il tempo e non sappiamo più cosa fare. Dormire o riposare è impossibile… E’ il diciassette dicembre, siamo bloccati da dieci ore dentro una trappola di ghiaccio, proprio quel ghiaccio che noi tutte tanto amiamo. Non sappiamo il perché. Non sappiamo per quanto.</span><br />
<span style="color:#333399;">Quando ci informano che, probabilmente, dovremmo passare la notte nel nostro pullman, inizia il panico.</span><br />
<span style="color:#333399;">Le Bimbe più piccine cominciano a piangere mentre quelle più grandi le tengono in braccio. Le coccolano. Non abbiamo che noi stessi, in quel momento.</span><br />
<span style="color:#333399;">E tra poco più di 4 ore comincia la nostra finale dei Campionati Italiani Assoluti 2011. Io dovrei essere in pannello. Loro dovrebbero pattinare. Informiamo la Società Organizzatrice che, con molte probabilità, noi non ci saremo. Le Ragazze vogliono portare a termine la gara,a qualunque costo e, fosse per noi, saremmo disposti ad incamminarci a piedi per percorrere quegli ultimi 39chilometri mancanti.</span><br />
<span style="color:#333399;">Senza più speranze decidiamo di scendere tutti e “pattinare” nello spiazzo di ghiaccio che s’è formato al lato della corsia di emergenza. Fa freddo. Le gambe non reggono più. La gente ci guarda, un Vigile del Fuoco ci sorride e ci dice “Wow. Brave. Voglio l’autografo”.</span><br />
<span style="color:#333399;">Sono le sette.</span><br />
<span style="color:#333399;">Finalmente, dopo oltre 6 ore li fermi ci dicono che, per fortuna, sta arrivando una gru che rimuoverà il camion intraversato pochi chilometri davanti a noi. A quel punto esplode un urlo di gioia perché, forse, arriveremo in tempo per la gara. Cantiamo “We love you gruuu lalalalalala… we love you gruuuu lalalalalalaa”. Dopo una ventina di minuti il traffico davanti a noi si muove… Stiamo partendo… Procediamo a 40Km/H e sembra una “velocità folle” dopo quello che abbiamo passato, imbocchiamo la tangenziale. Non c’è traffico. Sono quasi le otto.</span><br />
<span style="color:#333399;">Alle otto e quindici vediamo l’indicazione “Uscita successiva: Milano – Assago”, all’orizzonte appare la scritta “mediolanumforum”. Prendiamo l’uscita… Emozionati come non mai ci mettiamo la giacca e prima di scendere dal pullman leggiamo la letterina di ringraziamento per l’Autista che, pazientemente e con tanto affetto, ha vissuto con noi questa folle giornata… Scendiamo dal pullman, prendiamo le nostre valigie. Prima di entrare nel Forum diciamo “ce l’abbiamo fatta, si… Ce l’abbiamo fatta, ci siamo…”.</span><br />
<span style="color:#333399;">E’ una sensazione indescrivibile, mai provata prima. Non pensavo che sarei mai stata così felice dirigendomi verso una pista ghiaccio. L’emozione, in noi,è tangibile salendo la rampa di scale.</span><br />
<span style="color:#333399;">Entriamo in Arena e, al nostro apparire dall’ingresso Atleti, le Ragazze delle altre Squadre sedute sulla gradinata si alzano, applaudono, urlano… E’ un momento emozionante. Siamo arrivati… Tutti ci domandano come stiamo e gli staff delle Altre Società ci chiedono se devono andare al bar a prenderci qualcosa da mangiare o da bere,ma non c’è tempo. Manca meno di mezz’ora alla gara. C’è solo tempo di cambiarci, infilare i pattini e schierarci alla balaustra. Io,nel frattempo, vado in pannello.</span><br />
<span style="color:#333399;">La gara “va” e “non va”. La stanchezza è evidente nei loro volti, il programma è stanco, faticoso, portato a termine grazie all’ultimo sforzo che le Ragazze riescono a fare dopo un’intera giornata senza aver toccato cibo e passata intrappolati nel ghiaccio, con una tensione emotiva inimmaginabile e le gambe atrofizzate dai dolori.</span><br />
<span style="color:#333399;">Il programma finisce, loro si abbracciano. Qualcuna piange per sfogo, alcune altre stanno male fisicamente e, con tanta fatica, riescono ad infilare i paralame per raggiungere il Kiss&amp;Cry in attesa dei punti i loro volti appaiono nei megaschermi suscitando molti applausi da parte del pubblico presente. Perdiamo il 4 posto che avevamo conquistato nel programma corto il giorno prima, ma non importa. Loro, stremate, tolgono i pattini e se ne vanno in tribuna attendendo la premiazione.</span><br />
<span style="color:#333399;">Alla premiazione, all’annunciare del “quinta Squadra Classificata… Ice Diamonds” tutte le altre Squadre ed il pubblico intero ci sostengono. E’ come se avessimo vinto. Per noi abbiamo vinto. Abbiamo vinto solo riuscendo a portare a termine il programma lungo. Oggi ce l’abbiamo fatta.</span><br />
<span style="color:#333399;">Alcune Persone ci dicono che “siamo state eroiche” e i complimenti e le congratulazioni arrivano da Atlete, Genitori e Staff Vari, una Signora, sapendo dalla figlia che eravamo intrappolati nella neve da ore ci ha persino regalato una torta al cioccolato, fatta apposta per noi… Noi ci cambiamo senza fretta, nessuno di noi muore dalla voglia di risalire in pullman.. Lasciamo l’Arena. Risaliamo sulla nostra “casa con le ruote”. Salendo qualcuno dice scherzando “Oh… il Pullman… mi mancava, erano già 4 ore che non stavamo più qui dentro”. Poco dopo ci fermiamo in autogrill. E’ l’una e mezza di notte. Mangiamo… E’ il primo cibo che mettiamo in corpo dalle 8.00 di stamattina, ora in cui, quasi tutte, hanno fatto colazione. E loro, Piccine mie, si sono fatte forza ed hanno pattinato comunque. Mi dicono che le gambe non reggevano, che le braccia erano pesanti, che anche solo spingere nel blocco di riscaldamento è stata dura e come non credergli? Io gli dico “Io sono fiera di voi. Il risultato oggi non contava. Va bene così”. Arriviamo a Chiavenna alle 3.15 di mattina e delle ultime 18 ore ne abbiamo passate circa 15 dentro il nostro pullman e 3 dentro l’Arena.</span><br />
<span style="color:#333399;">Ci abbiamo messo 11 ore e 30 ad arrivare da Chiavenna a Milano. 690 minuti senza una sola sosta. 41.400 ticchettii dell’orologio “intrappolati” la dentro.</span><br />
<span style="color:#333399;">Oggi, guardando la classifica, non è andata come volevamo che andasse come quando ci siamo svegliati al mattino. Oggi non abbiamo vinto. Ma oggi la nostra strampalata avventura è entrata nel cuore di molte Persone. Ne sono certa.</span><br />
<span style="color:#333399;">Ed io sono fiera come non mai di loro perché ripenso a quei momenti dove, senza sapere che sarebbe stato di noi e con l’idea che forse saremmo dovuti stare in pullman tutta notte, hanno diviso il poco cibo che avevamo, si sono coccolate a vicenda nei momenti di sconforto e si sono fatte forza l’un l’altra.</span><br />
<span style="color:#333399;">Ci sono dei momenti che legano le Persone con un filo invisibile…</span><br />
<span style="color:#333399;">Oggi quel filo invisibile ha legato noi…</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rossdiams27.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rossdiams27.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rossdiams27.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rossdiams27.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rossdiams27.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rossdiams27.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rossdiams27.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rossdiams27.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rossdiams27.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rossdiams27.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rossdiams27.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rossdiams27.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rossdiams27.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rossdiams27.wordpress.com/63/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=63&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una storia con la &#8220;A&#8221; maiuscola</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 17:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossdiams27</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è stato un tempo, tanti anni fa, in cui è diventato tutto nero, d’improvviso. Niente aveva più senso e niente dava un senso alle cose. Semplicemente i giorni passavano, uno via l’altro, senza niente di importante, niente di serio, niente di costruttivo. Niente… erano solo giorni che scorrevano, senza lasciarmi nulla. Badate bene che sto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=59&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è stato un tempo, tanti anni fa, in cui è diventato tutto nero, d’improvviso. Niente aveva più senso e niente dava un senso alle cose. Semplicemente i giorni passavano, uno via l’altro, senza niente di importante, niente di serio, niente di costruttivo. Niente… erano solo giorni che scorrevano, senza lasciarmi nulla. Badate bene che sto parlando d’un periodo in cui nella mia vita non c’erano “Ice Diamonds”, non c’era “Sincro”, non c’era “Your Friends” non c’era “Animazione”.<br />
D’un tratto la mia testa smise di pensare, di cercare soluzioni… Buio. Vivevo si. O forse no. Era come se il mio corpo viveva e la mia testa non lo seguiva. Non c’era nessun segno apparente, credo, all’esterno. Ma all’interno si ed io me ne rendevo ben conto.<br />
Poi, esattamente nel momento in cui ho convinto me stessa che non c’era attorno a me altro colore che il nero… Tu.<br />
Ed io, che non avevo più nessun senso logico nello scorrere dei giorni, d’improvviso, ho avuto la fortuna più grande che mi poteva capitare… Me la sono trovata addosso, senza volerla, senza cercarla, come “qualcosa” messo li apposta, con il solo ed unico scopo di aprire il nero e far apparire i colori che da tempo non vedevo più… Tu. La persona sconosciuta, incontrata per caso, che in poco tempo è diventata l’Amica che ascoltava, che capiva, e che pur discordando completamente con la mia linea di pensiero mi stava sempre accanto. Eri Quella che mi diceva in continuazione “Ma Ross… cosa fai ancora qui? Vai… Vivi…” ed io ti davo contro, dicendo che avevi torto, che la mia vita, il mio mondo, iniziava e finiva li, tra la gelateria ed il campo da Beach Volley, che le uniche Persone della mia vita erano e sarebbero state “per sempre” quelle contenute dentro a quel perimetro di pochi chilometri quadrati… Litigavamo spesso per questo.<br />
Poi, d’un giorno all’altro, la mia testa ha cominciato a pensare, dire e soprattutto fare cose sbagliate. Ho cominciato a sragionare, seguendo un filo illogico, basato su un sentimento d’Amore e di fiducia trasformato non so bene come in rabbia e cattiveria. Forse era solo paura, la paura di far entrare qualcuno per davvero nel mio mondo, la paura di condividere la mia vita, di raccontarla, di far vedere che io avevo più difetti che pregi, la paura di aprirmi con qualcuno, di fidarmi. Mi stavo fidando senza limiti di Te e questo mi spiazzava perché io ero da sempre quella “che non diceva”. Non diceva mai “Scusa”, non diceva mai “Ho sbagliato”, non diceva mai “Hai ragione”, non diceva mai “Ti Voglio Bene” e non mi prendevo cura di nessun’altro al mondo se non di me stessa.<br />
E’ stata un’altalena continua tra Noi, tra le mie continue scuse, i tuoi perdoni, e i miei capricci…<br />
Come se io avessi la certezza d’essere “intoccabile”, come se avessi la certezza che il nostro rapporto non sarebbe mai entrato in me, ma sarebbe sempre rimbalzato addosso al mio muro, nel bene come nel male.<br />
Così un giorno Tu, sfinita, distrutta e devastata dai miei continui capricci e dalle mie azioni poco consone mi hai preso, mi hai guardata e mi hai detto “Ross. Non ne posso più. Ora basta… Vattene… Un giorno capirai che io ero la tua Vera Amica, che ti volevo bene per davvero e non sai nemmeno quanto…”<br />
A quel punto ho finto. Finto di stare bene, finto che non fosse accaduto nulla, finto che il nostro rapporto non valeva niente più e niente meno di zero, finto che io avevo altre spalle su cui appoggiarmi, che avevo altre persone delle quali fidarmi come e più di Te. Mentivo. Mentivo a me stessa, mentivo a quelle altre persone, mentivo al mondo intero. Mentivo perché non potevo ammettere quanto, senza Te, mancava qualcosa di veramente importante. Ho mentito per giorni, per settimane, per mesi, per anni… Evitavo Te. Evitavo ogni sguardo, ogni gesto, ogni parola ed ogni situazione che poteva “tradirmi”. Uscivamo insieme, con gli stessi Amici ed io fingevo di non conoscerti…<br />
Poi, senza volerlo, senza cercarlo, d’improvviso è cambiato tutto un’altra volta.<br />
Cambiando un po’ stile di vita, affrontando la “vita vera”, quella che parte dove la scuola finisce, mi sono accorta che Tu avevi ragione. L’avevi sempre avuta. Avevi ragione quando mi dicevi che la mia vita non era racchiusa tra la gelateria ed il campo da beach volley, che avevi ragione quando mi dicevi che non potevo fossilizzare la mia intera vita su quel che avevo…<br />
L’ho capito. E stavolta non l’ho capito nella testa, ma l’ho capito nel cuore. Così, un giorno, dopo tanti anni, ho preso la mia bicicletta, ho imboccato la pista ciclabile che portava a casa Tua ed ho suonato… “Ross…?!?” hai detto vedendomi davanti al tuo cancello bianco… “Ciao. Mi sa che avevi ragione” ho risposto io con gli occhi bassi&#8230; “Entra. Non stare li fuori”. Abbiamo parlato per ore, quel pomeriggio di agosto…<br />
Sono passati tanti anni da quando “il mio muro” non permetteva a nessuno di entrare, di conoscere il mio pensiero, le mie emozioni… Oggi non ho più paura. Oggi non ho paura quando devo mettermi in gioco, quando devo esporre il mio pensiero, quando devo raccontare una mia emozione… Oggi saresti fiera di me nel vedere come cerco di prendermi cura delle Persone che mi sono vicine. Saresti fiera di me nel vedere con quale Amore cerco di proteggere ad ogni costo le cose che Amo. Tu non lo sai, ma qui ci sono 75 ragazze tra gli 8 e i 20 anni ed io cerco per quanto mi è possibile di “prendermi cura di loro”. Sono la spalla su cui possono piangere liberamente. Sono la persona alla quale possono raccontare tutto sapendo che non le giudicherò mai. Sono le mani che scaldano le loro mani quando sono gelate. Sono la persona che da loro pretende il 100%, ma da a loro il 100% di quello che possiede. Sono la persona che si attiene alle regole alle quali le Atlete si devono attenere ed i Dirigenti invece possono astenersi, ma io mi attengo lo stesso per dar loro il buon esempio. Sono la persona che risponde ai loro messaggi in ogni momento della giornata. Sono la persona che d’estate lavora a 40° con maglia e pantaloni per far sorridere la gente. Sono così. Ora sono così.<br />
Saresti fiera di me e saresti fiera di sapere che ora ammetto che hai sempre avuto ragione.<br />
Hai sempre avuto ragione. Te l’ho detto già parecchie volte, ma è tempo di ripeterlo. Avevi ragione.<br />
Avevi ragione, Amica mia.<br />
Mi hai aiutata a crescere ed io, per questo, ti sono grata…</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rossdiams27.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rossdiams27.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rossdiams27.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rossdiams27.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rossdiams27.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rossdiams27.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rossdiams27.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rossdiams27.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rossdiams27.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rossdiams27.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rossdiams27.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rossdiams27.wordpress.com/59/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rossdiams27.wordpress.com/59/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rossdiams27.wordpress.com/59/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=59&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>VIVERVI</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 12:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossdiams27</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Vivervi. Allenamento dopo allenamento, gara dopo gara, saggio dopo saggio, viaggio dopo viaggio, stagione dopo stagione. Vivervi. Da quando siete piccole, molto spesso dal primo corso di avviamento, all’ingresso in preagonistica, poi Cadette mentre affrontate le vostre prime gare, Novice con i primi Campionati Italiani, il primo Widnau, la prima Spring Cup ed, infine, Junior [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=55&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#000080;">Vivervi. Allenamento dopo allenamento, gara dopo gara, saggio dopo saggio, viaggio dopo viaggio, stagione dopo stagione.<br />
</span><span style="color:#000080;">Vivervi. Da quando siete piccole, molto spesso dal primo corso di avviamento, all’ingresso in preagonistica, poi Cadette mentre affrontate le vostre prime gare, Novice con i primi Campionati Italiani, il primo Widnau, la prima Spring Cup ed, infine, Junior con sulle spalle l’esperienza di anni ed anni di ritiri estivi, di esami, di test, di gare, di ricordi…<br />
</span><span style="color:#000080;">Io vi vivo. E mi piace. Mi piace da impazzire perché vivervi, giorno dopo giorno, nel corso degli allenamenti, delle settimane, dei mesi, degli anni, delle trasferte, dei lunghi viaggi in pullman, delle emozioni pre e post gara serve a creare “il nostro rapporto”. Un rapporto che solo noi possiamo capire.<br />
</span><span style="color:#000080;">Vi conosco, tutte, anche se siete ormai sessanta. Conosco la scuola che fate, le materie che preferite, quelle che non sopportate. Conosco il nome del vostro vicino di banco, dei vostri Fratelli, Sorelle, Genitori. Conosco il nome del vostro Fidanzato o del Ragazzo che vi piace, il nome dei vostri più grandi Amici. Conosco tutte queste cose di Voi, di ognuna di Voi, perché io vi vivo. Vi vivo, nella stessa maniera in cui, a mia volta, mi lascio “Vivere”.<br />
</span><span style="color:#000080;">Poi ci sono “i miei compiti”: cose come i fogli, i cd, le bottiglie d’acqua, i fazzoletti, le divise, gli allenamenti che cambiano di orario, lo stereo, gli orari delle gare, il dirvi ottocento volte in una giornata “A quest’ora dovete essere pronte, truccate, pettinate e col costume, a quest’ora la palestra, a quest’ora spogliatoio 5, avete 15 minuti per mettervi i pattini e sistemarvi, per cui chi è lento ci pensi prima…”. Quei momenti, durante le gare, sono cose che mi mandano in tilt il cervello. Ripetere, continuamente, cose che ho già detto e che Voi non avete ascoltato o sentito o memorizzato.<br />
</span><span style="color:#000080;">Dopo domani tutte queste cose non ci saranno. Non per me, almeno.<br />
</span><span style="color:#000080;">Domenica non sarò io la persona che vi martellerà il cervello con orari, numeri di spogliatoio e “le solite cose tipiche di una gara”<br />
</span><span style="color:#000080;">Domenica non sarò io a trascinare lo stereo dallo spogliatoio alla palestra. Non sarò io a darvi indicazioni sul cosa dover fare ed in che momento.<br />
</span><span style="color:#000080;">Domenica non sarò alla balaustra a raccogliere i paralame che vi toglierete dai pattini prima di entrare in pista. Domenica non sarò io a ridarveli quando uscirete al termine dei programmi.<br />
</span><span style="color:#000080;">Domenica sarà “il giorno più strano della mia vita”.<br />
</span><span style="color:#000080;">Sarà tutto strano, già lo so. Sarà strano l’essere la sopra, davanti al mio monitor, a vedere i programmi di tutte le Squadre. Sarà strano vedervi in fila, schierate a balaustra, ed essere lassù. Senza guardarvi direttamente in faccia. Senza potervi dire niente. Senza potervi fare battute. Senza potervi fare linguacce ed occhiolini. Senza poter capire quanto siete agitate e come pattinerete ancora prima che lo facciate.<br />
</span><span style="color:#000080;">Sarà strano non vivervi in ogni secondo della giornata, il caos dei sorteggi, gli spogliatoi, i tabellini degli orari, lo stereo, la palestra, il costume, il trucco e parrucco, i pattini, la fila prima di salire verso la pista. Non sentire la frase “Oddio non mi ricordo più niente”. Il finire la gara con il mal di testa assurdo che ogni gara con 4 Squadre da gestire mi provoca.<br />
</span><span style="color:#000080;">Non potrò nemmeno sentire i commenti “post gara” visto che il vostro pullman partirà quando io ancora sarò lassù, a schiacciare bottoni.<br />
</span><span style="color:#000080;">Non potrò vivervi. Non potrò farlo come sono abituata. Non ci sarò.<br />
</span><span style="color:#000080;">Domenica io non apparterrò a Voi, Voi non apparterete a me. Domenica qualcuno si prenderà cura di Voi al posto mio.<br />
</span><span style="color:#000080;">Domenica sarò presa a fare cose nuove, una marea di cose nuove che non ho mai fatto, che non vedo l’ora di fare. Non vedo l’ora di essere lassù. Di vedere la gara da un altro punto di vista, un nuovo punto di vista. Di provare sul campo, invece che davanti ad una parete su cui vengono proiettati dei programmi di gara registrati mesi prima. Di imparare qualcosa di nuovo. Di vedere come funziona. Di fare quello per cui a maggio ho dato l’esame. Di stare nel pannello tecnico.<br />
</span><span style="color:#000080;">Ma, confesso, l’idea di non potervi vivere istante dopo istante mi suona impossibile.<br />
</span><span style="color:#000080;">Vorrò dirvi mille cose, prima e dopo il vostro programma, ma non potrò farlo.<br />
</span><span style="color:#000080;">E voi non potrete “assilarmi” con le Vostre migliaia di domande ed affermazioni: “Ross a che ora pattiniamo esattamente?” “Ross a che ora finisce?” “Ross ma quante Squadre siamo?” “Ross ma secondo te pattiniamo bene?” “Ross a me quella musica non piace” “Ross io ho dimenticato a casa i paralame” “Ross io non mi ricordo a che ora devo essere pronta” “Ross ma a che ora arriviamo a casa?” e non potrò rispondervi “Non lo so.” “Te l’avevo detto” “Quando io ho detto i vostri orari tu a che cosa pensavi?” “Sul foglio c’era scritto… cosa ve li do a fare i fogli se non li leggete?”<br />
</span><span style="color:#000080;">Ho una sola certezza, anzi, due:<br />
La prima è che domenica, in nessun caso, potrò<strong> VIVERVI </strong>come è sempre stato.<br />
La seconda è che non mi deluderete.</span></p>
<p><span style="color:#000080;">Per il resto “BUONA FORTUNA RAGAZZE” anche se non ci sarò sapete esattamente cosa voglio da voi…!!!</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rossdiams27.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rossdiams27.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rossdiams27.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rossdiams27.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rossdiams27.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rossdiams27.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rossdiams27.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rossdiams27.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rossdiams27.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rossdiams27.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rossdiams27.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rossdiams27.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rossdiams27.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rossdiams27.wordpress.com/55/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=55&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Once Upon a Time&#8230; C&#8217;era una volta&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 09:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossdiams27</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Once Upon a Time… Significa “C’era una volta”. E’ il titolo dello spettacolo che Giada, la Coreografa del villaggio dove ho lavorato quest’estate, ha dato ad uno dei nostri musical…C’era una volta è anche l’inizio delle favole e, perché no, a volte a guardarla da lontano questa ha l’aria di una bella favola.C’era una volta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=3&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="msgcns!AAD9E80D4DEEC489!1651" class="bvMsg">
<p style="margin:0 0 10pt;" align="left"><span style="line-height:115%;font-size:12pt;"><font color="#e13cbe" face="Calibri">Once Upon a Time… Significa “C’era una volta”. E’ il titolo dello spettacolo che Giada, la Coreografa del villaggio dove ho lavorato quest’estate, ha dato ad uno dei nostri musical…<br />C’era una volta è anche l’inizio delle favole e, perché no, a volte a guardarla da lontano questa ha l’aria di una bella favola.<br />C’era una volta una bambina che viveva in un paese di montagna… I suoi Genitori gestivano un ristorante e lei, attorno ai 5 anni, scoprì la sua Passione per il pattinaggio. Era piccola e già passava gran parte del suo tempo alla pista di pattinaggio del paese. La bambina cresceva, continuando a pattinare nonostante il freddo, le cadute e la scarsa presenza di istruttori al suo paese. Un giorno, quando era adolescente, se ne stava li, come sempre a pattinare quando le si avvicinò un giovanotto di qualche anno piu grande che non sapeva pattinare e le chiese “Mi insegni?”. La ragazzina così lo prese per mano ed insieme cominciarono a pattinare…<br /><font size="5"><strong>…Circa 40 anni dopo…</strong></font><br />Nella mia vita, questa storia l’ho sentita decine e decine di volte… E’ l’inizio della storia “dell’Anna e del Cele”, le colonne portanti del pattinaggio di Chiavenna, le persone senza le quali, in fondo, tutto quello che sto vivendo io non sarebbe esistito. Una storia lunga, fatta come tutte le storie di sogni, di speranze ed anche un po’ di delusioni. Quando ero piccola la cosa che sentivo ripetere più spesso era “Quando copriranno questa pista sarà tutto più facile” ora la cosa che sento più spesso dire è “Come sono fortunate queste Ragazze, loro hanno tutto: maestri, allenatori, le squadre, il tetto… Se fossimo nati noi in quest’epoca…”<br />Ed io, un pochino, con questa loro Passione ci sono cresciuta. Io sono cresciuta tra scenografie enormi di carta pesta, musiche di gara, costumi, sono cresciuta nei palazzi del ghiaccio qua e la, dove Mamma mi portava perché le loro ragazze dovevano fare le gare.<br />A me, non ne faccio mistero, non è mai piaciuto più di tanto,anzi… Tendevo ad evitarlo il più possibile. Ho dovuto arrivare a diciannove anni per rendermi conto che il mondo in cui ero cresciuta, quello fatto di scenografie di carta pesta, di musiche di gara, di costumi e di palazzi del ghiaccio, in fondo non era poi tanto male… <br />Ed ora io guardo le mie Ice Diamonds e spero mi venga perdonata questa piccola mia presunzione nel chiamarle “mie” ma, fidatevi, sento mie queste Ice Diamonds più di qualunque altra cosa al mondo, va beh, mie e anche un po’ della mia Mamma… Le vedo crescere in un mondo che l’Anna ed il Cele hanno costruito “A misura di pattinatrici” dal nulla, con le loro mani, eppure molte di loro non lo sanno… Molte non sanno neppure chi è “il Cele”. Molte non sanno che una volta, fino a 8 anni fa, la pista era all’aperto, la Nadia non c’era, a Bormio non si andava, ed un sacco di altre cose… Vi vedo crescere ed io, che per 20anni ho sentito Mamma dire “Se ci fosse il tetto”, ora sento Mamma dire “Da quando c’è il tetto è tutta un’altra storia”.<br />Poi mi viene in mente un giorno, tantissimi anni fa. Io ero bambina ed ero andata con Mamma a vedere la prima edizione della Spring Cup. “Ross questa la devi vedere, ci sono le squadre più forti del mondo, sai?” e a me non interessava… Mi interessava perché mi permetteva di saltare un paio di giorni di scuola, ma non per altri motivi… Poi un giorno, quindici anni dopo, nel 2009 a quella stessa competizione dove ci sono le squadre più forti del mondo, lo speaker disse “In pista, per l’Italia, next to skate, for Italy, Ice Diamonds” ed ho visto sfilare davanti a me i miei piccoli 16 Allievi, schierarsi in balaustra e partire. Mamma sugli spalti a guardare il frutto dei suoi anni di lavoro, li… a confrontarsi con le Grandi Squadre del Mondo. <br />Ogni tanto mi sento dire “Siamo l’unica squadra di Paese che gareggia a livello Nazionale…!” ed io so cosa vuol dire questa frase… <br />Mi ricordo un altro giorno… Era un giorno di marzo del 2006 e, finalmente, dopo anni di lavoro “col tetto” eravamo pronti a partire per la nostra prima gara Internazionale, destinazione Widnau, Svizzera, Swiss Cup 2006. Quella volta non andò molto bene, a dire il vero… E la mattina in cui partivamo per tornare a casa, ridendo della nostra gara non positiva del giorno prima qualcuno mi disse “Vedrai Ross… un giorno questa gara la vinciamo”. Negli anni successivi, tra Allievi e Junior, la nostra “storia di piazzamenti” dice: quarti, quarti, ottavi, decimi, ottavi, noni, sesti, quarti… Poi è il 7 marzo 2010, siamo sempre li. La squadra Ice Diamonds, come tutti gli anni prima, esce di pista, si schiera a balaustra. Io mi allontano, vado verso il tabellone luminoso per leggere meglio i punteggi. Mamma s’affaccia al parapetto della tribuna e mi chiede “Secondo te? Ce l’abbiamo fatta?” “Non lo so… Vediamo” “…speriamo!” pochi secondi dopo il led s’accende ed accanto al numero 1 si compone la scritta “Ice Diamonds – ITA”. “Abbiamo vinto la Swiss Cup, Ross” mi dice Mamma scendendo di corsa dalla tribuna per andare dalla sua Squadra, dai suoi piccoli campioni… <br />Ho un altro ricordo, poi… E’ un giorno di inizio gennaio del 2006 e, per la prima volta nella nostra storia,partecipiamo ai Campionati Italiani Assoluti in categoria Junior… Le Squadre che si possono permettere quella gara sono poche, tre, quattro, a volte due, dipende… Nel 2006 arriviamo terzi, cioè ultimi e così, anno dopo anno, arriviamo terzi su tre, quarti su quattro. Sesto, Trento, Agorà. Pinerolo, sempre la stessa storia… E poi, un giorno… Brescia, Campionati Italiani Assoluti 2010. <br />Quando escono i punteggi complessivi ci accorgiamo, in una frazione di secondo, che abbiamo distrutto un altro dei nostri grandi ostacoli: Siamo terzi, ma, stavolta, siamo più di tre Squadre a partecipare… Non siamo gli ultimi…<br />Nuova immagine nella mia mente: Una gara qualsiasi della categoria Cadetti. Ultimi. A volte riusciamo, nei momenti di particolare gloria ad arrivare penultimi…<br />Chiavenna. Gara Nazionale e Open del febbraio 2009. 5 squadre iscritte alla categoria Cadetti, tra cui anche le Hot Shivers, squadra che non viene battuta, in nessuna categoria, da almeno 3 stagioni… Le Ice Diamonds, nel loro vestito da cow boy, pattinano bene, molto bene. Sono le quarte a scendere in pista, dopo di loro solo le Hot Shivers. “…la Squadra è attualmente in prima posizione”. “Male che vada arriviamo secondi, male che vada abbiamo superato tre Squadre, è il nostro record”, penso&#8230; Poi pattinano le Hot Shivers… Io non le vedo, non le guardo… Solo ascolto… “…La Squadra è attualmente in seconda posizione”. Di soprassalto mi rendo conto che “Se loro sono seconde, noi abbiamo vinto” Il boato che sento provenire dalle tribune conferma che non è la mia mente sognante, è la realtà. Così corro verso lo spogliatoio: bambine che saltano, ragazze grandi che piangono di gioia: <span> </span>“Abbiamo vintoooooo”.<br />Ogni categoria: Cadetti, Allievi e Junior, negli anni, è stata ripagata almeno una volta dei sacrifici fatti… Potrei raccontarne altri, di esempi simili…. Ma, allo stesso modo, potrei raccontare di sogni, piccoli e grandi, che in questi anni si sono infranti all’uscita dei punteggi. Potrei raccontare di quante volte ci siamo detti “…se non ci fosse stata quella caduta…” “…mancavano meno di due punti…” <br />Ma questo è lo sport… <br />Questi siamo noi… Noi che per ottenere un risultato dobbiamo lavorare anni ed anni. Noi che, alla fine, anche nelle più disastrose gare riusciamo a trovare il lato positivo.<br />Questi siamo noi, che inseguiamo per anni sogni impossibili, risultati improbabili, come qualificarsi per la Spring Cup, vincere la Swiss Cup, conquistare un podio Junior ai Campionati Italiani Assoluti, vincere una gara superando anche le Hot Shivers, che non smettiamo mai di credere in noi stessi… <br />E noi che, alla fine, dopo anni, ce la facciamo. </p>
<p>“Senza la nostra grande Passione, Ross, tutto questo non ci sarebbe stato. Guardale… Ne è valsa la pena fare una vita di sacrifici…” mi dice spesso Mamma, guardando le sue Ice Diamonds.</p>
<p><span> </span>…e vissero tutti felici e contenti…</font></span></p>
<p><span style="line-height:115%;font-size:12pt;"><font color="#000000"><font face="Calibri"></p>
<p style="margin:0 0 10pt;" align="right"><font size="5"><strong><font color="#e13cbe">FINE</font> </strong></font></font></font></span></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rossdiams27.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rossdiams27.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rossdiams27.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rossdiams27.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rossdiams27.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rossdiams27.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rossdiams27.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rossdiams27.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rossdiams27.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rossdiams27.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rossdiams27.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rossdiams27.wordpress.com/3/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rossdiams27.wordpress.com/3/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rossdiams27.wordpress.com/3/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=3&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ALTOMINCIO 2010 &#8211; WE ARE THE DREAM TEAM!!!!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 12:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossdiams27</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sveglio di soprassalto, sono le sei e mezza della mattina… dove sono? Ah, già, sono a casa. Sono già a casa?!? Ma com’è possibile?!? Questi 3 mesi sono passati talmente in fretta che nemmeno mi sembra d’essere mai andata via… Sono volati più di ogni altra estate, più di ogni altra stagione… Sono già [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=4&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="msgcns!AAD9E80D4DEEC489!1650" class="bvMsg">
<p style="margin:0;" align="center"><span style="font-size:14pt;"><font face="Times New Roman"><font size="3"><font><font color="#17365d">Mi sveglio di soprassalto, sono le sei e mezza della mattina… dove sono? Ah, già, sono a casa. Sono già a casa?!? Ma com’è possibile?!? Questi 3 mesi sono passati talmente in fretta che nemmeno mi sembra d’essere mai andata via… Sono volati più di ogni altra estate, più di ogni altra stagione… Sono già passati tre mesi e mezzo da quando ho chiuso la porta di casa, con i miei bagagli, in partenza per l’Altomincio.<br />Altomincio. Già… Quel Villaggio che l’anno scorso ho rifiutato era nel mio destino. Io credo nel destino e nei suoi segni… Ed oggi, col senno di poi, sono sicura che nel mio destino c’era scritto “Estate 2010 – Family Park Altomincio”. Cosa mi da questa sicurezza? Esattamente non lo so… E’ una cosa che ho sentito, una sensazione, come quando senti dentro di te di essere “al posto giusto nel momento giusto”. <br />Che Emozioni…Che brividi a pensarci ora… All’Altomincio stavo bene e le mie Amiche che mi hanno visto ieri appena tornata mi hanno detto che non sono mai tornata così felice da una stagione… E’ vero. Se dovessi riassumere in breve questi 5 anni di Animazione direi “ALTOMINCIO BATTE TUTTI”, ma i motivi per cui “Altomincio batte tutti” sono complicati da spiegare… Diciamocela tutta… Come “componente Umana” o detto più volgarmente come “Staff” Altomincio e Marze se la giocavano alla grande… Erano anni, tanti anni, che non mi trovavo così bene con i miei Colleghi, tutti, senza eccezione alcuna&#8230; Noi eravamo Noi. Eravamo “<strong>IL DREAM TEAM</strong>” e lo eravamo forse per un motivo preciso…<strong> DREAM TEAM </strong>non è un nome che tutti gli staff si possono dare e, soprattutto, per me <strong>DREAM TEAM </strong>non sono due parole al vento… Mai come quest’anno il mio Staff è stato la mia Famiglia. E così mille ricordi entrano nella mia mente: la casa bianca dove quando pioveva bisognava mettere la pedana all’ingresso e i secchi nel corridoio… i nostri 2 bagni in 12… La palla, la bara… Quegli “Hey Hey” detti mille volte al giorno… Noi ci prendevamo in giro in ogni istante e spesso litigavamo. Forse è proprio questo quello che fa di noi il <strong>DREAM TEAM</strong>… perché, nonostante le litigate, i rapporti non si sono mai rotti, mai spezzati, mai distrutti… Ho lavorato in Staff dove la gente a metà stagione, dopo alcune litigate, non si rivolgeva più parola, dove ad un certo punto si era divisi in sottogruppi, chi di qua, chi di la… Non qui. All’Altomincio il <strong>DREAM TEAM</strong> è stato più forte delle liti, più forte di chi ha cercato di sminuirlo, di distruggerlo, di sbrindellarlo… Bastava guardarci, guardare le nostre dodici mani una sopra all’altra prima dei nostri “merda, merda, merda vaffanculo”. Bastava assistere ai nostri discorsi quando, alla fine, la conclusione era “Hey… We must do it”… Bastava vederci in imprese come quella dello smontare e rimontare il letto dell’Ikea… Bastava anche stare con noi dietro le quinte per capirlo, per sentirlo…</font></font></font></font></span></p>
<p style="margin:0;" align="center"><span style="font-size:14pt;"><font face="Times New Roman"><font color="#17365d"><font><font size="3">Ho sentito dire di noi che non eravamo un gruppo… E’ vero. A parer mio non eravamo un gruppo, eravamo ben più di un gruppo, eravamo una SQUADRA… Un gruppo altro non è che un insieme di persone messe li, una accanto all’altra… una Squadra combatte per lo stesso obiettivo, suda per ottenere lo stesso risultato… E noi eravamo una Squadra. Ho sentito dire che tra di noi mancava il rispetto… CAZZATA! Nelle liti c’è modo e modo di litigare e, per come l’ho vista io, in ogni nostra lite, il rispetto non è mai mancato. I toni si alzavano, le discussioni si accendevano, ma non ho mai sentito volare insulti, cosa che negli anni passati mi è invece capitata… Questo, per come la vedo io, fa di Noi il <strong>DREAM TEAM</strong>. Forse non vinceremo il premio “miglior staff 2010”, ma poco importa… Come cerco di insegnare alle mie Ragazze: Non importa quel che si vince, importa come si affronta la stagione e, per me, comunque andranno le cose ALTOMINCIO BATTE TUTTI!!!<br />Grazie Massi, Grazie Vale, Grazie Pinnino, Grazie Yoandy, Grazie Rosario, Grazie Sara, Grazie Marit, Grazie Ingrid, Grazie Alejandra, Grazie Martina e Grazie Giada…!!! Questa stagione con voi è stata spettacolare, emozionante, divertente… Sono persino riuscita ad arrabbiarmi una volta e questo significa che ci <font>tenevo davvero tanto, tanto, tanto, tanto a Noi…!!!</font></font><br /></font><font size="7"><strong>WE ARE THE DREAM TEAM!!!</strong></font></font></font></span></p>
<p style="margin:0;" align="center"><span style="font-size:14pt;"><font face="Times New Roman"><font><font color="#17365d"><strong><font size="4">&#8230;e non mi importa niente di quel che dicono di noi&#8230;</font></strong><br />VI AMO!!!!<br /><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://rossdiams27.wordpress.com/2010/08/27/altomincio-2010-we-are-the-dream-team/"><img src="http://img.youtube.com/vi/17IPQv_xyvc/2.jpg" alt="" /></a></span><br />PS: Ovviamente per questo intervento scritta blu su sfondo arancione!!!</font></font></font></span></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/rossdiams27.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/rossdiams27.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/rossdiams27.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/rossdiams27.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/rossdiams27.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/rossdiams27.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/rossdiams27.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/rossdiams27.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/rossdiams27.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/rossdiams27.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/rossdiams27.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/rossdiams27.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/rossdiams27.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/rossdiams27.wordpress.com/4/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=4&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Project YF 2010 &#8211; L&#8217;ennesimo ultimo (?)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 09:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossdiams27</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[  Prima di partire dal Pappasole per tornare a casa, salutando tutti gli Old ed i New, mi sono sentita dire “Ciao Ross… ci vediamo ad ottobre, per il nostro ennesimo ultimo living”. Questa frase mi ha fatto sorridere, eppure è la perfetta realtà. Capita infatti da qualche anno che, al termine del living, ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=5&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="msgcns!AAD9E80D4DEEC489!1649" class="bvMsg">
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Tahoma" color="#000000" size="2"> </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Tahoma" color="#17365d" size="2">Prima di partire dal Pappasole per tornare a casa, salutando tutti gli Old ed i New, mi sono sentita dire “Ciao Ross… ci vediamo ad ottobre, per il nostro ennesimo ultimo living”. Questa frase mi ha fatto sorridere, eppure è la perfetta realtà. Capita infatti da qualche anno che, al termine del living, ci troviamo e, tra una chiacchiera e l’altra, ci diciamo “No no, ma siamo sicuri, questa è stata davvero l’ultima stagione!”. Poi però, i mesi passano e puntualmente ci troviamo verso fine aprile, ancora, di nuovo sotto al tendone, seduti in mezzo ad un centinaio di persone, conosciute e sconosciute, pronti per una nuova avventura… <br />Non c’è via di fuga. La scusa “uno stage l’ho già fatto” non regge assolutamente. Anzi, è probabilmente proprio perché uno stage l’ho già fatto che, ogni anno, non riesco a dire di no o anche solo a pensare di dire di no…<br />Ogni anno vediamo i nuovi affrontare per la prima volta quelle stesse difficoltà che, a suo tempo, avevano messo in panico anche noi. Li vediamo impegnarsi al massimo per non deludere chi in quel momento li sta osservando. Li vediamo correre cercando di stare dietro al ritmo di questo Lavoro. Li vediamo a volte un po’ impauriti per quello che potrà succedere durante questi giorni o durante la stagione. Ed ogni anno ci rivediamo un po’ in loro. Quando i Capi un giorno alle 5 dicono “Stasera la serata la farete voi. Non avrete a disposizione nessun oggetto e nessun costume… Buona fortuna” è uno di quei momenti in cui è impossibile non tornare indietro con la mente a quando eri tu a doverti inventare l’impossibile per non fare cattiva figura ed il panico più totale si impossessava di te… Come accade la prima volta che sali su quel palco e non sai come muoverti, dove guardare, dove girarti, le luci ti accecano… Come la prima volta che devi imparare una coreografia e dentro di te pensi “Ma io non ce la potrò mai fare”… Sono infinite le situazioni che durante uno stage ti riportano alla mente il tuo primo stage, ed ogni anno è così. E’ come se in un certo senso, tutto si azzerasse e ricominciasse da capo.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Tahoma" color="#17365d" size="2">Poi c’è il momento “top”, quello che coglie tutti di sorpresa, a poche ore dallo spettacolo finale. Chi ha già fatto uno stage sa cosa sta per accadere e, spesso, le lacrime iniziano a scendere ancora prima dell’inizio della canzone. Tutti seduti o sdraiati per terra, occhi chiusi, con il solo invito “Appena sentite un’Emozione alzatevi ed aprite gli occhi”. La musica parte ed io sono già in piedi… Anche altre persone si alzano alla prima nota, ma loro piangono ed io no.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Tahoma" color="#17365d" size="2">“Sei la solita insensibile” direbbe qualcuno. Anzi no… Non “direbbe qualcuno”, ma “Mi ha detto qualcuno”. Lo so, è vero, non mi è scesa una lacrima durante tutta la canzone e, se vogliamo proprio far uscire la mia totale insensibilità, in 5 anni mi è capitato solo una volta di piangere sentendo quella canzone… Ma il fatto che le mie lacrime non scendano non significa che io non provi Emozioni. <br />Però mi alzo alla prima nota, apro gli occhi, osservo e noto che, come ogni anno, le lacrime non si risparmiano. Uomini, donne, old, new… Molto spesso sono gli Old a piangere più dei New e questo sicuramente perché gli Old, oltre ai ricordi legati ai 5 giorni di stage, hanno anche i ricordi di una o più stagioni alle spalle: persone, luoghi, difficoltà, spettacoli, fatiche, soddisfazioni… </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Tahoma" color="#17365d" size="2">Io stessa, nel mio filone di pensieri, in quel momento mescolo sensazioni, luoghi, ricordi, persone… </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Tahoma" color="#17365d" size="2">Delle persone che mi tornano in mente sentendo quella musica la maggior parte non è presente a questo stage… Ma ce ne sono altre. Altre che non avevo mai diciamo “contemplato” come Amiche, come Persone sulle quali poter contare e questo perché avendo da sempre i miei appoggi non mi sono mai presa la briga di cercarne degli altri… Invece le ho trovate, scoperte, ed ora le sento “mie”. Questo sentire “mie” alcune Persone che ci sono da anni ma che io non avevo mai contemplato mi tranquillizza molto ed, inevitabilmente, a questo pensiero lego<span>  </span>la frase di una canzone che dice “Noi, non saremo mai, soli tu lo sai…”. E’ proprio così. In questo mondo, in questa Your Friends, non saremo mai soli… </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Tahoma" color="#17365d" size="2">Così, quando viene il tempo di salutare tutti e partire per tornare a casa, è proprio chi canta queste parole che mi dice “Ciao Ross… ci vediamo ad ottobre, per il nostro ennesimo ultimo Living”.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Tahoma" color="#17365d" size="2">Ed io saluto “Ciao Pappasole, ciao a Tutti. Ci vediamo ad ottobre per il mio ennesimo e, forse, ultimo Living”</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Tahoma" color="#17365d" size="2">…Ammesso che questa volta lo sia… </font></p>
</div>
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		<title>WIDNAU 2010 &#8211; Parte II &#8211; UN&#8217;EMOZIONE CHE SPACCA IL CUORE</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossdiams27</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[06.03.10 La gara Allievi finisce. Squadra dopo squadra scendiamo al 4° posto ma questo rimane, comunque, il miglior piazzamento internazionale storico ed il miglior punteggio. Nessuno ce lo leva. Ora tocca alla Squadra Junior. Non ci aspettiamo niente, non mi aspetto niente. L’ultimo “Mamma Mia!”. Percepisco nell’aria una strana sorta di tranquillità, come se oggi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=6&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="msgcns!AAD9E80D4DEEC489!1597" class="bvMsg">
<div>
<p style="margin:0;" align="center"><b><font size="3"><font color="#000000"><font face="Times New Roman">06.03.10 </font></font></font></b></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">La gara Allievi finisce. Squadra dopo squadra scendiamo al 4° posto ma questo rimane, comunque, il miglior piazzamento internazionale storico ed il miglior punteggio. Nessuno ce lo leva.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Ora tocca alla Squadra Junior. Non ci aspettiamo niente, non mi aspetto niente. L’ultimo “Mamma Mia!”. Percepisco nell’aria una strana sorta di tranquillità, come se oggi, l’unica cosa per cui siamo a Widnau è quella di pattinare bene. Come se le altre non esistessero, come se il nostro unico nemico fossimo noi stessi. Siamo nella fossa dei leoni. L’unica Squadra Italiana in mezzo ad altre 37, di cui credo almeno una quindicina Svizzere… Siamo anche gli ultimi a scendere in pista e questo fa strano perché in questo sport pattinano per ultime le squadre della categoria più “alta” ed oggi noi gareggiamo nella categoria più alta e, per sorteggio, siamo gli ultimi. Solitamente ero io a dire a voi “Finita la gara andiamo a vedere le squadre ISU e quando finisce l’ultima ci mettiamo i pattini per la premiazione”. Oggi siamo noi l’ultima.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Le Svizzere prima di noi (Le Starlight, mica una squadra qualunque) pattinano abbastanza male. Io e Nadia le guardiamo mentre voi siete blindati dentro lo spogliatoio. In questo momento si accende nella testa un flash, che fa scattare una serie di reazioni a catena dentro di me. Non so perché, ma sono sicura che se pattinate bene, oggi, non è impossibile. Loro sono le più forti, la Squadra contro cui, sulla carta, non avevamo chance, eppure… Eppure io vi conosco e so che con una buona gara non è impossibile “il sogno”. Entriamo per liberarvi e Nadia dice “Promettetemi che fate il vostro meglio, non è impossibile”. Al sentire questa frase i vostri volti si illuminano perché tutti noi sappiamo che, se così fosse, sarebbe un sogno troppo grande e bello per essere vero.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Gli spalti sono pieni. Pieni di Atlete che hanno finito la gara e stanno guardando “le squadre forti”. Noi siamo soli. Non abbiamo nemmeno un genitore a presso. Non abbiamo un parente, un Amico, una squadra Italiana per supportarci. Abbiamo solo noi stessi. </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Il loro punteggio è 27 e qualcosa. Il nostro “best” attuale è 24. Non è impossibile.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">La voce ci annuncia e, per noi, c’è il gelo. A parte le nostre 11 piccole Aladine attorno a noi c’è silenzio. E che vogliamo? Sono tutti Svizzeri dentro questo palazzo!</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Mamma Mia! E’ pulito. Preciso. Deciso. Bello. Voi siete belli. Però siamo in Svizzera… <br />Fine. Inchino. Attesa… Con gli occhi fissi al megaschermo. Io che ho visto la gara da fuori so che oggi “giustizia” sarebbe essere davanti… Il led si accende ed è 30. Ranking after short 1. </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">E’ di nuovo gioia, salti, emozione, lacrime. In questo momento vorrei che non ci fossero i lunghi. Cha la gara finisse ora perché adesso come adesso “Abbiamo vinto la Swiss Cup”.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Siamo felici. Una felicità che non è mai esistita. Un’emozione che non ho mai provato fino ad oggi. La sto vivendo. Comunque vada, comunque andranno le cose, per una notte dormiremo cullando il nostro sogno più grande… Per una notte dormiremo sapendo di essere la squadra in cima alla classifica. Comunque vada non siamo mai stati nella nostra vita la squadra in cima alla classifica dopo il corto. A cena ancora stentiamo tutti a crederci. Ma sappiamo che la strada è ancora lunga, tutta in salita che loro, Svizzeri, in casa loro, con 3 punti da recuperare non staranno a guardare. E noi? Noi non siamo abituati a gestirci in una situazione del genere e il solo pensiero fa venire i brividi. Perché ora niente appare impossibile. E’ un sogno. E’ il nostro sogno. Abbiamo 24 ore per cullarlo prima del momento più “forte”. Perché ora è così. Ora noi abbiamo quella coppa in mano ma loro possono ancora strapparcela. Sta a noi mantenerla.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Andiamo a dormire. Chi di noi non ha sorriso almeno una volta, quella sera, pensando “Domani possiamo vincere davvero la Swiss Cup?” </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><b><font size="3"><font color="#000000"><font face="Times New Roman">07.03.10</font></font></font></b></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">E’ “il grande giorno”. Stanotte non dormiremo più cullando il nostro sogno. Stanotte o dormiremo avendo realizzato il nostro sogno o dormiremo con una delusione fortissima perché il nostro sogno ci è stato strappato dalle mani. Ora o la va o la spacca, non c’è via di mezzo, o vinciamo o perdiamo. E’ come la nostra finale dei mondiali. Nessuno arriva in finale per giocare e basta, si va in finale per vincere ma, dei due, vince uno soltanto. Poi è vero, ci si potrà sempre consolare dicendo “Beh dai dopo il corto eravamo in testa”, ma ora come ora questo non basta.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Il 7 marzo 2010, tra tutti i giorni passati a Widnau, tra buker, pavillon e pista è il più lungo. La gara è alle 17.05 e noi, essendo i migliori, siamo gli ultimi a scendere in pista… All’allenamento Ufficiale scopriamo che loro hanno come noi un mix di Michael Jackson e questo rende tutto ancora più “strano”. Osservo il loro allenamento. E’ come ieri. Loro pattinano benissimo ma sbagliano un po’. I giochi sono aperti. Chi sbaglia perde. Chi non sbaglia vince. <br />Oggi non c’è margine di errore e questo lo ribadisce anche Nadia nella palestra.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Le 5 ore che separano la fine dell’allenamento Ufficiale dall’inizio della palestra per la gara vengono occupate nei più svariati modi: chi dorme, chi legge, chi studia, chi si pettina, chi si trucca… Io ho una sensazione positiva che mi porto dentro dal mattino ma che, per scaramanzia, tengo per me. Palestra, poi pavillon a prendere i pattini. Sono le 16.45, ci tocca andare nello spogliatoio. Le Allieve vanno sugli spalti ed io, una volta usciti tutti, da buon guardiano chiudo a chiave la porta. So che quando rientreremo, in bene o in male, avremo provato qualcosa di unico e, forse, irripetibile. E’ un’occasione che non possiamo farci sfuggire dalle mani.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Annuncio del pannello tecnico. Gara “loro”. Io le guardo e capisco che sarà dura, quasi impossibile, ma voglio crederci finché, eventualmente, sarà il megaschermo a farmi risvegliare dal sogno.<br />Tocca a noi. Usciamo. La gente ci guarda. “…eccoli loro sono quelli che stanno vincendo adesso” </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Il loro punteggio è quasi 47. Alto ma non impossibile. </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">La voce ci annuncia ed oggi, al contrario di ieri, la gente ci tifa… Mi chiedo come mai ieri ci ha accolti il gelo ed oggi l’applauso poi realizzo “Entriamo in pista come primi classificati, un po’ ci stanno invidiando”. <br />Musica. Il programma è buono, ma impreciso e lento. Si può fare meglio. Inizio a temere che il sogno finisca. Però, tutto sommato, non ci sono grandi errori, niente cadute. Realizzo che è tutto legato ad un filo sottile, questione di poco. All’uscita di pista la prima cosa che dico è “Non ci resta che aspettare”. E’ difficile ma non impossibile.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">L’attesa è snervante, eterna, infinita. Il led si accende: 44 e qualcosa. Risultato parziale secondi.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Nessuno esulta, né noi, né loro,né il pubblico perché ieri noi avevamo 30, loro 27. Oggi loro 47 e noi 44. Sembriamo appaiatissimi.E’ questione dei decimali, quei numeri a cui nessuno mai fa caso, quelli che si conquistano con la pulizia di un filo, la decisione di una pattinata. A mente, nel caos e con il cuore che batte ad un ritmo quasi incontrollabile è impossibile anche solo provare a calcolare chi l’ha spuntata. Gli occhi sono tutti al tabellone. 30 secondi, forse, prima che compaia la classifica complessiva… 30 secondi che nella vita normale sono “niente” li diventano “tutto”. <br />Il led si accende, la grafica appare, il nome in cima alla classifica è “ICE DIAMONDS – ITA”</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Gli abbracci, le urla, le lacrime che sgorgano a fiumi. Abbiamo vinto la Swiss Cup, abbiamo vinto la Swiss Cup, abbiamo vinto la Swiss Cup. E’ qualcosa di forte. Troppo forte. E’ adrenalina allo stato puro. Emozione a mille. E’ il cuore che batte e sembra possa esplodere da un secondo all’altro. Dagli spalti ci guardano… Quante volte siamo stati noi, sugli spalti, a guardare ed invidiare questi attimi? Ora siamo noi… Il cielo è azzurro sopra Widnau, oggi abbiamo vinto noi!</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Nella confusione, in quel rimbombo che ci avvolge, capisco poco. Vedo solo lacrime di gioia, una gioia che è esplosa proprio in una trasferta dove tutto sembrava possibile tranne questo… Sento gente sconosciuta che ci fa i complimenti… Non esiste più niente in quell’istante. C’è solo gioia. <br />E’ l’istante che cancella il passato, che fa sparire fatica, freddo, delusioni, cadute… Chi di voi ora ha freddo? Chi di voi ora sente dolore per una caduta fatta in passato? Chi di voi ora sta pensando alle “batoste” prese prima di arrivare fino qui? Nessuno. </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Ora ci siamo solo noi. </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3"><font size="6"><strong>Ora abbiamo vinto la Swiss Cup. </strong></font><br />Alla premiazione la coppa più grande, più bella, più lucente è per noi. <br />La Aura davanti, col tricolore sulle spalle, la coppa arriva, lei la alza al cielo. <br />38 Squadre. 8 Nazioni. Ma la bandiera che oggi viene issata sul trabiccolo è Italiana. Non è solo “Italiana” è proprio nostra. E’ delle ICE DIAMONDS. <br />Per la prima volta nella storia le Ice Diamonds vincono una competizione Internazionale.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">A Widnau, da quando esistono gli archivi dei risultati (ovvero più di 10 anni) hanno partecipato tantissime squadre Italiane: Hot Shivers, Etoiles, Ladybirds, Ice on Fire, Olimpia Team, Shining Blades, ma una sola ha vinto: NOI.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">E poco importa se tutti sappiamo che è stata un po’ fortuna, un po’ casualità, un po’ insieme di circostanze. Quel che importa è che anche tra 10, 15, 20 anni, sfogliando l’albo doro della Swiss cup, alla voce 2010 ci sarà scritto “ICE DIAMONDS – ITALY” </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Tutto il resto non conta.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">E’ il nostro sogno.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">E’ l’emozione più grande che io abbia mai provato nella vita.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">…e la devo a voi…</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3"></font> </p>
<p style="margin:0;" align="center"><a href="http://rossdiams27.files.wordpress.com/2010/03/0376f6567615e1cd79be8f0fee829637.jpg?w=300" target="_blank" rel="WLPP;url=http://rossdiams27.files.wordpress.com/2010/03/0376f6567615e1cd79be8f0fee829637.jpg?w=300"><img src="http://rossdiams27.files.wordpress.com/2010/03/0376f6567615e1cd79be8f0fee829637.jpg?w=300" /></a></p>
<p style="margin:0;"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3"> </font></p>
<p style="margin:0;"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3"> </font></p>
</div>
</div>
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		<title>WIDNAU 2010 &#8211; parte 1 &#8211; Ricomporre i pezzi&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossdiams27</dc:creator>
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		<description><![CDATA[05.03.2010 &#8211; Chiavenna Manca ormai pochissimo alla nostra partenza per Widnau ed io ho in mente solo e soltanto confusione. Da una parte vorrei che tutto andasse meravigliosamente bene. Dall’altra invece vorrei che questa fosse gara come l’ultima di Lecco… ovvero “neutra”. La verità è che ho solo e soltanto confusione in testa. Come fossero [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=rossdiams27.wordpress.com&amp;blog=17324534&amp;post=7&amp;subd=rossdiams27&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p style="margin:0;" align="center"><font size="3"><font color="#000000"><font face="Times New Roman"><b>05.03.2010 &#8211; Chiavenna</b> <br />Manca ormai pochissimo alla nostra partenza per Widnau ed io ho in mente solo e soltanto confusione. Da una parte vorrei che tutto andasse meravigliosamente bene. Dall’altra invece vorrei che questa fosse gara come l’ultima di Lecco… ovvero “neutra”. <br />La verità è che ho solo e soltanto confusione in testa. Come fossero tanti pezzi di una storia, la mia storia, che si stanno lentamente sbriciolando e separando sempre più gli uni dagli altri… Non riesco a trovare la “colla” per rimetterli insieme e non so se, a questo punto, valga la pena rimetterli insieme oppure sia meglio lasciarli disgregare completamente.</font></font></font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Aspetto solo Widnau perché la mia coscienza sa che io, personalmente, a quel paesello sperduto devo molto. Aspetto solo di viverla. <br />Non mi aspetto niente. L’unica speranza che ho è quella di vedere le mie “Aladine” non ultime perché l’unica cosa che ora non meritano è un altro “ultimo piazzamento”. Va bene anche settimi, sesti… ma non ottave. Non domani. <br />Per quanto riguarda le Junior beh… Siamo noi contro le Starlight, in Svizzera. Non vedo speranza… Solo qualcosa di magico potrebbe cambiare le cose. Ma ultimamente non credo più nemmeno nel mio stesso sogno. Però sono certa che, comunque, a loro andrà bene così.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Mancano poco meno di due ore alla partenza ed io masterizzo un nuovo cd di allenamento. <br />Ho una sensazione positiva dentro di me… Non so a cosa sia dovuta. Non la riesco a concretizzare. <br />E’ come una sorta di tranquillità interiore… Dovuta a cosa? Non lo so. Non l’ho mai avuta gli altri anni… Forse è perché ora come ora la mia mente sa dove andare, cosa è giusto ed il cuore, poco a poco e con molta fatica si sta adeguando alla mente, quindi viene meno il conflitto interiore dentro di me… Non lo so… <br />Ho solo una piccola certezza: In una direzione o nell’altra questo Widnau mi aiuterà a decidere se è il caso o meno di provare, ancora una volta, ad incollare questi mille pezzettini disgregati…</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><b><font size="3"><font color="#000000"><font face="Times New Roman">06.03.10 – Widnau</font></font></font></b></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">E’ sempre la stessa storia, più o meno. <br />Bunker, rifugio anti atomico, sabato 6 marzo 2010. </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">5 anni sono passati dalla prima volta in cui siamo stati qui e tanti ricordi si mescolano nella ma mente. Ho tante emozioni legate a questo piccolo paesello sperduto al confine con la Germania…eppure…</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Eppure il cuor mio sono convinta, o forse certa, che le emozioni più grandi Widnau me le sta regalando ora. Credo che mai nella mia mente, neppure nella migliore delle ipotesi, avrei osato sperare, sognare, credere così tanto. </font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Sono venuta qui con una sola speranza fissa in testa: Aladin. <br />L’unica cosa che volevo fortemente era non vedere loro al termine della gara in ottava posizione. Non era quello che meritavano, non era la giusta moneta per ripagare i loro sforzi di questa stagione. Andava benissimo anche settimi, sesti, ma non ottavi.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Però poi, quinti a scendere in pista, le altre Squadre avevano punteggi più alti del nostro record storico (risalente al 2008) e quando sul megaschermo appariva la classifica, per un attimo, ho persino smesso di crederci.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">Così loro sono entrate in pista, coscienti del fatto che il loro miglior punteggio era inferiore del peggior punteggio della classifica, ma l’importante era fare bene “l’ultimo Aladin”.</font></p>
<p style="margin:0;" align="center"><font face="Times New Roman" color="#000000" size="3">E poi? I 3’31” sono passati veloci. Loro passavano davanti ai miei occhi ed io guardavo. Il programma finisce ed arriva il momento di attesa dei punteggi: eterna. Quando il led si accende accade tutto troppo veloce. E’ questione di secondi, di attimi, di istanti, giusto il tempo di rendesi conto che è un 38 e poco più che ci colloca, al momento, nientemeno che in seconda posizione. Tutto ciò che segue sono urla, salti, lacrime, emozione, felicità perché finalmente, per la prima volta nella nostra storia, non chiudiamo una gara internazionale Allievi all’ultimo posto. In quel momento realizzo che noi, il nostro Widnau, l’abbiamo vinto!<br />Realizzo anche che i miei tasselli di dubbi, forse, vale la pena rimetterli insieme. E’ vero, ora sono spiegazzati, tagliati e ci vorrà tempo e pazienza per rimetterli insieme… Ma sono sicura che loro mi aiuteranno, in qualche modo, ad unirli, a riattaccarli l’uno all’altro… </font></p>
</div>
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